GAY COME CATEGORIA DEBOLE E PLURALISMO GAY

Quando si dice “i gay” si individua una categoria sulla base di una caratteristica specifica, si individua un sottoinsieme dell’umanità identificando un elemento comune, ma si tratta di caratteristiche che non individuano realmente un criterio di coesione, in altri termini ”i gay” non hanno un sentire comune e non hanno nemmeno esigenze comuni, gli elementi che li dividono (denaro, età, rango sociale, livello culturale) sono spesso molto più importanti di quelli che li uniscono, è proprio questa mancanza di interessi comuni e di una comune visione del mondo li rende una categoria debole, poco coesa, significativamente conflittuale al suo interno. Giudizi e pregiudizi reciproci tra gay appartenenti a sottoinsiemi coesi non dalla sola omosessualità ma da una comune visione del mondo, rendono difficile se non impossibile il dialogo, o lo permettono ma solo a livello formale. La distinzione tra dichiarati e non dichiarati, per esempio, e chiaramente divisiva e le resistenze reciproche sono forti proprio perché si tratta di diverse visioni del mondo. I dichiarati si considerano la parte evoluta e trainante di un “movimento” che non può non avere una dimensione politica e stimano i non dichiarati paurosi, incapaci di lottare per i loro valori, con un’espressione sintetica ma significativa, lI considerano “senza palle”. I non dichiarati pensano che i dichiarati siano narcisisti che hanno bisogno di una visibilità per sentirsi protagonisti e che devono individuare un nemico contro cui lottare per sentirsi inseriti in un gruppo. Se a queste divisioni interne, intrinsecamente legate all’omosessualità, se ne aggiungono altre legate alla disponibilità di denaro e all’ambiente sociale, ci si rende conto che intendere la realtà gay in modo unitario e pensare che i gay possono parlare con una voce sola significa non guardare in faccia alla realtà. Se poi si va più a fondo si capisce che anche la caratteristica che unifica il gruppo, cioè l’omosessualità, è in realtà molto problematica. Da quello che vedo ogni giorno posso solo dedurre che i modi di vivere l’omosessualità sono praticamente infiniti e che molti sono tra loro incompatibili, proprio perché sono determinati, nella sostanza, da quegli stessi fattori sociali, economici e culturali che dividono i gay al loro interno. Sembra che si possa concludere affermando la polverizzazione dell’omosessualità. Esistono certamente nel mondo gay momenti di aggregazione ma non sono derivati dall’omosessualità ma da istanze di carattere politico-sociale in cui si inserisce anche l’omosessualità. In questo senso i gay possono trovarsi mentalmente e spiritualmente molto più vicini a quelli che non sono gay, più che a gay con modi di vedere inconciliabili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...