Riflessioni di un vecchio gay 20/10/2016

Il distacco tra le generazioni lo sento quando mi accorgo di vedere come uno spettatore discussioni che in altri tempi mi avrebbero affascinato, almeno avrei voluto provare a dire la mia, ma oggi non è più così, sono cose che non mi appartengono più. Un gay vecchio vede svanire l’identità gay e si identifica progressivamente solo nell’identità del vecchio. Il resto esiste come in una scatola di ricordi. Bisogna abituarsi al distacco. Non sento neppure il distacco, che è così graduale e progressivo che si avverte a stento quando ormai è incolmabile e lo si accetta come cosa ineluttabile. L’esperienza è la migliore maestra ed insegna che il distacco è la regola della vita, e che accettare la solitudine non è neppure un peso ma solo un obbligo per consentire ad altri la libertà, per lasciare loro un tempo sereno in cui sbagliare prima delle malinconie, prima dei rimpianti. Certe mancanze lasciano proprio il senso del vuoto. Vedo tanti giovani gay che discutono, che hanno i loro progetti, che hanno capito il mondo dal loro punto di vista, hanno voglia di discutere, di confrontarsi. Sono stanco so che ci si potrà capire solo in teoria, solo nella misura in cui si capirà che capirsi veramente è impossibile. Mi rendo conto che mi considerano un sopravvissuto, uno che non capisce che il tempo passa e tutto cambia, uno che pensa che la privacy sia un valore mentre è solo un vincolo inutile, uno che va diffondendo la paura e parla di una cosa stupida come la prudenza, uno che mistifica cose false, che vive di preconcetti, che non capisce il mondo di oggi. Ovviamente anche tra i gay esistono le generazioni e se c’è chi cresce ci deve essere anche chi tramonta, chi ha perso il gusto di affermarsi, Ci sono persone che parlano con me sono quando sono depresse, perché allora la distanza diminuisce. Bisogna abituarsi alla solitudine, bisogna tesaurizzare i ricordi, conservarli come valori, anche se forse sono un valore solo per me. Il rischio è che la vita intera sia una serie interminabile di fraintendimenti per i quali si vive solo delle proprie interpretazioni. Eppure non è stato solo un immenso nulla, ci sono state le preoccupazioni che già sono forme di affetto i di paura per sé e per gli altri. Non tutto passerà fulmineamente, il mondo dei ricordi mi salverà almeno per un po’.

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