GAY TRA STRUTTURE E PERSONE

Quanti modi ci sono di essere gay? Quanti modi ci sono di organizzare un sito gay? Quali finalità ci sono nel creare un’attività dedicata ai gay? Le risposte a queste domande sono le più varie e nessuna di esse è giusta di per sé, ci sono modi di essere gay assolutamente incompatibili gli uni con gli altri, ci sono siti gay con le finalità più varie e inconciliabili, dall’interesse economico a quello politico, a quello di opinione, all’assoluta mancanza di interessi e alla pura filantropia. Ci sono ovviamente delle mode che orientano e conformano i modi di essere gay, i modi di gestire siti gay e  le finalità delle iniziative dedicate ai gay. E poi “dedicate ai gay?” In che senso? Come gruppo sociale? Come sottoinsieme di potenziali clienti, o come singoli? Si tratta di organizzare i gay, di farne un gruppo coeso… ma ha un senso una cosa del genere. I gay, non so se saranno mai un gruppo coeso, ma sono in ogni caso prima di tutto dei singoli. Ai gruppi si parla il linguaggio del marketing attraverso una struttura che studi la comunicazione e standardizzi le risposte, ai singoli si parla invece come singoli cercando di creare una relazione interpersonale, che per quanto limitata e transitoria è una vera relazione interpersonale, in cui non c’è fungibilità. Un individuo e una struttura non sono la stessa cosa e nel relazionarsi con i gay altro è seguire regole di marketing che mirano a un risultato concreto altro è impegnarsi a livello personale, mettendosi in gioco senza alcuna struttura, semplicemente come singoli. Chi gestisce oggi l’offerta su internet dedicata ai gay? Beh, parliamoci chiaro, la maggioranza del traffico generato dai gay in internet è legato alla pornografia, ai siti di incontri e ad altre attività apparentemente più nobili ma che hanno alla base non il benessere di gay ma la realizzazione di un profitto su un target gay. Ovviamente lo sfruttamento economico della dimensione gay non è di per sé illegittimo ma va distinto da altre attività dedicate ai gay in cui non c’è finalità economica. Ci potrebbe essere però una finalità di tipo latamente politico che si concretizza nella creazione di movimenti e indirettamente di organizzazioni e di capi che si sentono autorizzati a parlare a nome dei gay. Per “gestire” in termini economici o politici il mondo gay ci vuole un’organizzazione e non è possibile dire a priori quanto questo sia di per sé buono o meno buono. Al di là di tutto questo ci sono i contatti disinteressati: di gay con altri gay. Spessissimo quando qualcosa appare disinteressata, di fatto non lo è e l’interesse è solo meno evidente. Ma l’interesse segue le regole del marketing, il disinteresse è invece caratterizzato dalla forte personalizzazione e dalla infungibilità delle persone. Chi non sta bene va dal medico ma la differenza tra un medico e l’altro è notevole. C’è una notevole differenza tra andare da un medico e andare dal medico che si stima e di cui si riconosce la competenza. Lascio a chi è interessato l’idea di gestire la realtà gay, di organizzare strutture, di seguire regole di marketing, quanto a me, che non ho nulla de vendere e che non voglio mettermi alla guida di nulla, preferisco i contatti personali, lo ripeto, per tenuti e frammentari che possano essere, perché quei contatti possono arricchire la mia persona, come più volte è successo e mi permettono di essere me stesso come individuo prima ancora che come gay.

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