AMORE GAY

Innamorarsi di un ragazzo? Che significa realmente innamorarsi di un ragazzo? Se guardo indietro nella mia vita non saprei neppure dire se mi sono mai veramente innamorato di un ragazzo. Più volte, sul momento, ho creduto di sì, c’era un interesse sessuale molto forte, mi sentivo fortemente attratto anche a livello affettivo da questo o quel ragazzo, avrei voluto costruire una vita insieme con lui, poi col passare del tempo le cose si ridimensionavano, l’attrazione sessuale scemava e il rapporto affettivo veniva meno perché quel ragazzo prendeva altre strade rimaneva la domanda di fondo: “era amore quello?” Un amore a tempo, che nasce senza una scadenza ma che poi la incontra inevitabilmente, ma è amore un amore a termine? Al massimo è stato amore, ma non lo è più. Eppure penso di aver vissuto una vera storia d’amore, una sola, ma almeno per quanto mi riguarda, è una cosa che non considero superata, dico per quanto mi riguarda perché lui mi ha detto in mille modi che sono stato uno dei tanti, mi ha detto che mi vuole bene ma che non è innamorato di me, il che nel suo modo di esprimersi vuol dire che io per lui non conto nulla, ma tra quello che dice e quello che sente dentro di sé la differenza può essere enorme. Qualche volta ho pensato che potesse temere un mio ritorno alla carica, cosa che non ci sarà mai proprio perché a lui non sta bene, o almeno questo dice e allora penso che c’è anche un altro modo di amarsi per il quale non c’è nemmeno bisogno di vedersi o di parlare, penso che potrebbe bastare la fiducia nel fatto che l’altro ti rispetta e si fida di te, anche se non c’è, anche se va per la sua strada. Ho notato che i momenti in cui tra noi c’è stato un rapporto più profondo sono stati quelli in cui era in crisi per qualche altra ragione, ma non voglio che stia male, anche se lo stare male lo riavvicina a me. Ci sentiamo molto di rado, ma quando accade, per me è una cosa speciale, è l’unico ragazzo per il quale ho provato l’ansia di non sapere come comportarmi. Con me è sempre stato schietto, qualche volta ai limiti del brutale, altre volte mi ha trattato con una sua ruvida dolcezza ma non mi ha mai preso in giro. È l’unico ragazzo per il quale, anche adesso, sarei disposto a fare qualunque cosa, non è il mio ragazzo e non lo sarà mai, ma quando lo vedo triste lo abbraccerei strettissimo, per strappargli un sorriso, davanti a lui farei il buffone a costo di essere preso per cretino dagli altri perché lui capirebbe. Mi sono detto che forse sono innamorato di questo ragazzo ma che lui non è innamorato di me e che allora ci manca l’essenziale, che è la reciprocità. Però una qualche reciprocità c’è, vorrei che ci fosse, mi illudo che ci sia, io so che almeno mi tratta con rispetto. Mi hanno detto tante volte: “Non buttare via il tempo! Trovati un altro ragazzo!” Io non c’ho nemmeno provato, ogni volta che conosco un ragazzo un po’ più da vicino comincio a fare i paragoni con lui, che per me è proprio un’altra cosa. Mi dicono di guardare avanti, di non fissarmi, che sono giovane e non posso rimanere legato a una storia che non c’è mai stata, eppure io sono convinto che quella storia ci sia stata eccome, anzi che esista ancora, in un altro modo, certo, ma che non sia finita. Ho vissuto con lui delle notti d’amore che non dimenticherò mai, era una cosa bellissima e soprattutto vera, voluta, un modo di sentirci totalmente liberi. Non ho mai provato nulla di simile con nessun altro ragazzo. In pratica è con lui che ho capito quanto la sessualità vera ti può far stare bene. Con lui riuscivo a superare tutti i miei complessi e a vivere il sesso in totale spontaneità. I ricordi di quelle notti d’amore li porto nel profondo del cuore e mi danno la certezza di avere conosciuto l’amore vero o meglio che cosa è veramente l’amore. Ho amato e sono stato amato di questo non ho dubbi. Non voglio un altro ragazzo, non riuscirei mai ad innamorarmi di un altro ragazzo perché, per me, lui c’è, non se ne è mai  andato veramente. Adesso, se penso a un ragazzo, penso solo a lui, me lo vedo davanti, gli occhi, il sorriso, l’abbraccio, il calore sessuale, la spontaneità assoluta e le ore passate al telefono a parlare di malinconia senza avere il coraggio di dirgli ciao da parte mia e con un saluto, da parte sua, che doveva includere un  minimo segno d’affetto, ma detto in tono minore. Dove sei adesso? Ti sentirò ancora? Come vorrei che tu fossi felice! Lo dico con tutta l’anima, perché ti voglio bene, forse non sono più innamorato, non provo più il trasporto sessuale di un tempo ma continuo a pensare a te ogni giorno e a sperare che tu possa essere felice, quando vedo un ragazzo vestito come te o con fisico simile al tuo provo un sussulto, perché ti vorrei vicino a me. So bene che amare un ragazzo non mi dà alcun diritto, perché la felicità che quel ragazzo deve perseguire è la sua, non la mia, ma so che come qualcosa di lui è rimasto dentro di me così qualcosa di me lo accompagnerà per sempre, perché, per quanto fragile e addirittura effimero possa essere stato, era comunque amore.

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