ESPERIENZE DI UN GAY SPOSATO

Ti scrivo perché non ne posso più, non so più dove sbattere la testa. Ho trent’anni, sono gay e sono sposato da due anni, ho figlio che non ha ancora un anno. Mi sento letteralmente spaccato in due, da un lato c’è mia moglie con mio figlio, dall’altro c’è la mia sessualità. Quando mi sono sposato avevo 28 anni e stavo con la stessa ragazza da dieci anni. Tutto era cominciato quasi per gioco, perché tutti i miei amici avevano la ragazza e io coi miei amici stavo bene. Ero gay anche allora? Penso proprio di sì, i miei amici sbavavano appresso alle loro ragazze, io con la mia stavo bene ma già allora avevo la sensazione che avere una ragazza, a livello sociale, per me fosse il massimo possibile, mentre per i miei amici avere una ragazza significava avere rapporti sessuali con quella ragazza. Per loro, fare certe cose era ovvio e chiaramente molto coinvolgente, per me era una specie di ipotesi che cercavo di tenere quanto più possibile a distanza, anche se vedevo la mia ragazza quasi tutti i giorni con la benedizione dei miei genitori che cercavano di lasciarci comunque tutta la libertà possibile, cioè che tendevano a lasciarci soli il più possibile, cosa che io cercavo di evitare sistematicamente perché quando ci capitava di stare da soli si cominciava una specie di gioco sessuale che a lei piaceva molto ma per me era piuttosto imbarazzante. Giocare con una ragazza, compreso un certo livello di contatto fisco era tutto sommato gradevole e quando ci baciavamo l’erezione c’era. Quando me lo stringeva da sopra i pantaloni (Sempre da sopra! Con un’unica eccezione) provavo una sensazione strana del tipo. “Ma che ci sto a fare qui?” Mi chiedevo perché io non fossi coinvolto come lo erano i miei amici in situazioni analoghe, anche se in fondo il perché lo sapevo benissimo. L’unica volta che ci siamo masturbati reciprocamente la sensazione è stata di passività totale, il cervello era altrove e aveva già rimosso tutto. Lei era evidentemente inesperta e poi era una ragazza e a me la cosa non stava affatto bene e poi trovarmi io a masturbare una ragazza mi provocava qualche momento di vero rigetto. Era un mondo che non conoscevo affatto e che non mi interessava affatto. Dopo ho dovuto mettere in chiaro con la mia ragazza che non mi sembrava giusto vivere la sessualità in quel modo, in pratica ho fatto leva su falsi sentimenti religiosi per evitare che esperienze del genere si ripetessero e ha funzionato perché lei non era in effetti entusiasta della sessualità, almeno per quanto poteva metterla in pratica con me. Comunque, lei all’inizio c’è rimasta un po’ stranita, cioè si è fatta qualche domanda, poi ha capito che se avesse insistito mi avrebbe perso del tutto e ha preferito evitare sistematicamente l’argomento, anche perché a lei interessava il matrimonio già allora, come se il matrimonio potesse essere immaginabile senza un interesse sessuale vero, almeno all’inizio. All’epoca io avevo 22 ani e lei 21. Siamo andati avanti per sei anni tra vacanze insieme, senza sesso, ovviamente, e pranzi a casa dei miei o dei suoi una domenica sì e una domenica no. Allora bisognava pensare allo studio e un motivo per rinviare le decisioni importanti c’era, poi mi sono laureato e lei poco dopo e qui c’è una cosa della quale mi vergogno un po’. Avrei potuto cercare lavoro per conto mio ma mio suocero mi ha offerto di lavorare con lui e siccome tutto sembrava così ovvio e l’offerta era buona ho accettato quasi subito. Co mio suocero si è creato un rapporto molto collaborativo, quasi di complicità, ma mio suocero dava assolutamente per scontato che avrei sposato la figlia in tempi brevissimi. Io ormai ero in trappola e sapevo che non avrei potuto sfuggire allora abbiamo fissato la data e ci siamo sposati. Sembrava tutto meraviglioso ma tra me e mia moglie c’era un argomento fondamentale mai affrontato, non tanto il fatto di avere rapporti sessuali con lei perché al limite, pensando proprio ad altro, ad avere un rapporto sessuale ci riuscivo, il vero problema era che io avevo una vita parallela: niente amanti o rapporti sessuali occasionali, ma mi masturbavo con la pornografia gay e lo facevo da quanto avevo 15 anni. Non ho mai messo a rischio la salute di mai moglie, una cosa del genere non l’avrei fatta mai e, onestamente, era un’ipotesi fuori dalla realtà. Sapevo benissimo che non volevo stare con una donna, che la cosa per me era assolutamente innaturale, però mi restava di sottofondo l’idea che “con un po’ di volontà avrei potuto mettere da parte un vizio stupido come la masturbazione e l’omosessualità sarebbe sparita. Ho cominciato a provare di tutto pur di staccarmi dai desideri omosessuali, mi sono obbligato a non andare su siti gay o meglio a non andare su siti porno di nessun tipo, perché in effetti gli uomini si vedono anche nei siti etero, provavo a scacciare quelli che chiamavo “cattivi pensieri” ma non c’era nulla da fare, dopo un periodo in genere breve tornavo a masturbarmi pesando ai ragazzi. Ho avuto, se così si può dire, un po’ di tranquillità gli ultimi periodi dell’attesa di mio figlio e i primi sei mesi dopo la nascita. Francamente pensavo di avere ritrovato la pace. Mia moglie no mi attraeva sessualmente ma ormai era occupata col bambino e il problema non si poneva nemmeno. I nonni erano raggianti, noi ricevevamo regali per il piccolo e per noi, mia moglie era al settimo cielo ma io piano piano cominciavo a provare sensi di colpa sempre più profondi: “Ho una famiglia bellissima e mi masturbo penando ai ragazzi, ma io sono un adulto, sono padre, dovrei pensare alla felicità della mia famiglia ma invece di pensare a loro io vado a caccia di siti gay e lo faccio di notte, di nascosto, quando loro dormono, sono proprio uno squallido depravato!” Per un verso contrapponevo l’amore verso mio figlio e, tutto sommato, pure verso mia moglie, che è del tutto inconsapevole di quello che sto passando, alla omosessualità, come se fossero realmente cose incompatibili. Mi dicevo: “Se fai quelle cose non puoi amare tuo figlio!” e invece anche se la notte andavo a caccia di siti gay io a mio figlio volevo un bene immenso. Poi ho cominciato a chiedermi perché l’omosessualità dovesse essere distruttiva dei miei sentimenti vero la famiglia e sono arrivato a una conclusione e cioè che non avrei mai messo in crisi il mio matrimonio per “un’avventura gay”, allora usavo questa espressione ma finché mi fossi limitato a qualche video porno, in effetti, non avrei distrutto proprio nulla e quindi, diciamo, con più coscienza ho deciso di potermi permettere la pornografia gay anche se con tempi limitati e ovviamente in forma privatissima. Parlando coi miei amici sposati sono poi venuto a sapere che anche loro facevano uso di pornografia, ovviamente  etero, e che di tanto in tanto tradivano anche le mogli se se ne presentava l’occasione e così ho cominciato a sentirmi meno pecora nera. Questo è il punto a cui sono ora. Non credo che tradirei mai mia moglie con un uomo, non so, forse non ne è ancora capitata l’occasione e quando si presenterà mi comporterà in tutt’altro modo, ma onestamente credo che saprei stare al mio posto, però, perché mi dovrei privare di quel po’ di sesso che sento veramente mio? Per il bene di mio figlio? Ma che c’entra? Io non metto in crisi proprio niente e poi perché dovrei fare a mia moglie un discorso chiaro su queste cose? Lo so che in teoria tra moglie e marito non ci devono essere segreti, ma lei è felice così e proprio non vedo perché dovrei stravolgerle la vita mettendola in crisi per cose che comunque non potrebbe capire. Io sono gay ma lei non sospetta niente di simile, quindi che faccio di male ad andare avanti così? Se le cose cambieranno ci penserò, ma adesso parlare chiaramente significherebbe distruggere tutto per una questione di principio che, in certo casi certo, può avere senso ma in questo caso è del tutto fuorviante.

Aspetto con ansia la tua risposta.

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Un pensiero su “ESPERIENZE DI UN GAY SPOSATO

  1. Spero che tu ora abbia risolto. Non fare come ho fatto e sto facendo io. Devi avere un’avventura con un uomo e capire cosa vuoi veramente altrimenti saremo in due ad avere una vita da frustrati. Con affetto

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